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Tesi di dottorato in lettere e filosofia >

Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2108/943

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contributor.advisorColasanti, Arnaldo-
contributor.authorAbodi, Federico-
date.accessioned2009-07-29T11:44:27Z-
date.available2009-07-29T11:44:27Z-
date.issued2009-07-29T11:44:27Z-
identifier.urihttp://hdl.handle.net/2108/943-
description19. cicloen
description.abstractThe essay deals with the problem of evil in Alessandro Manzoni’s philosophical system, whose importance is evicted by both his works of thought and the artistic ones. This weight doesn’t exist because the writer’s reflection goes from an already acquired religion to satisfy a need of justice; on the contrary, the total disintegration of justice has directed his soul towards something that can be found only in a “beyond common man”. Poetry, like Manzoni himself wants, is strictly linked with a denunciation of an evil; which is the same the man has suffered since his appearance on earth, which leaves historical ages out of consideration and which is, therefore, absolute. In other words, the crux of the question is not in Manzoni’s choice of Christian religion as an unassailable landing-place, thanks to its principles that cannot be proved: Christian revelation, in fact, is the constructive aspect of a consequential speech whose fundamental pars destruens is the essential limitation of human being (limitation that Christian religion calls “original sin”) about the correct view of moral (the interaction between man and the world that aims at an authentic happiness). Manzoni’s paradox, that derives from the conviction according to which the natural sense of ego does not entail objectivity of judgement (opinion that Christian religion rejects thanks to the summarizing commandment of charity), consists in the fact that the sacrifice of ego really subtends the true pleasure. This can mean two things: the first one, as an act of faith, is that Christian charity assures a positive eternal life; but the most important one is that charity can open the only possibility to a superhuman vision (that means the destruction of ego), which assures the “allegrezza” (inner joy) that prefigures the hereafter on earth and allows the end of mechanicalism of passions and the assertion of freedom in history. Evil, according to Manzoni, is as necessary as reality. But, if the essential dimension of evil is the same of reality, if the ontology of evil comes before the possibility of justice and leaving it out of consideration, it means that the “original sin” of mankind is the constituent state of history, and it has got an absolute character. Really, the problem is that the religious constructive part of Manzoni’s philosophical system is derived, and does not belong to human being: the spiritual landing to such dimension is a Dantesque “trasumanare” (becoming a superhuman being) that places man beyond his nature, someway giving him the divine view which doesn’t belong to him or, like Christian religion says, he has lost since he committed the original sin.en
description.abstractIl lavoro è incentrato sulla problematica del male nel sistema filosofico di Alessandro Manzoni, la cui importanza si evince sia dalle sue opere di pensiero che da quelle propriamente artistiche. Questa rilevanza ha corpo non tanto perché la riflessione dello scrittore parta da una religione già acquisita per soddisfare un bisogno di giustizia, ma perché viceversa è stata la disintegrazione totale della giustizia che ha indirizzato il suo spirito verso qualcosa che non poteva, e probabilmente non può, essere trovato se non in un oltre dall’uomo comune. La poesia, come vuole lo stesso Manzoni, risponde ad un categorico progetto pedagogico; la sua, per la precisione, è strettamente legata alla denuncia di un male: il quale è lo stesso che l’uomo ha sofferto dalla sua comparsa sulla terra, che prescinde dalle epoche storiche e che è quindi assoluto. Il nodo della questione non sta, in altre parole, nella scelta da parte di Manzoni della religione cristiana come approdo inattaccabile, perché dai principi indimostrabili: la rivelazione entra infatti come elemento costruttivo di un discorso consequenziale la cui pars destruens primigenia è la limitatezza intrinseca degli esseri viventi (limitatezza che la religione cristiana chiama “peccato originale”) nella corretta visione della morale, da intendere questa come interazione tra l’uomo ed il mondo mirante ad un’autentica felicità. Il paradosso che racchiude Manzoni, che deriva dal credere che il naturale senso dell’io non possa implicare oggettività di giudizio (convinzione che il cristianesimo rigetta con il comandamento riassuntivo dell’amore verso il prossimo), è che il sacrificio dell’io sottenda in realtà il vero piacere. Ciò può essere inteso in due modi, il primo dei quali, come atto di fede, è che l’assunzione della carità cristiana assicura una vita eterna positiva; ma qui interessa che la carità ha il significato di aprire l’unica possibilità ad una visione superumana (intendendo con questo l’abbattimento dell’io), la quale assicura l’“allegrezza” che prefigura l’aldilà in terra e permette l’annullamento della meccanicità delle passioni e l’affermazione della libertà nella storia. Il male, secondo Manzoni, partecipa della necessità del reale. Ma se la dimensione essenziale del male è quella della realtà, cioè se l’ontologia del male viene prima della possibilità della giustizia e a prescindere da essa, allora significa che il “peccato originale” dell’essere uomini è lo stato costitutivo della storia, cioè possiede un carattere assoluto. Il problema, realmente, è che la parte costruttiva religiosa del sistema filosofico manzoniano è derivata, e non appartiene all’essere umano in quanto tale: l’approdo spirituale a tale dimensione è un “trasumanare” dantesco che pone l’uomo al di là della sua natura, regalandogli in qualche modo la vista divina che non gli appartiene per essenza o, come afferma la religione cristiana, ha perduto col guasto del peccato originale.en
format.extent1305805 bytes-
format.mimetypeapplication/pdf-
language.isoiten
subjectManzoni, Alessandroen
subjectfilosofiaen
subjectreligioneen
subjectmoraleen
subjectutilitarismoen
subjectmaleen
subjectcristianesimoen
subject.classificationL-FIL-LET/10 Letteratura italianaen
titleAlessandro Manzoni: il male assolutoen
typeDoctoral thesisen
degree.nameItalianisticaen
degree.levelDottoratoen
degree.disciplineFacoltà di lettere e filosofiaen
degree.grantorUniversità degli studi di Roma Tor Vergataen
date.dateofdefenseA.A. 2006/2007en
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