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Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2108/753

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contributor.advisorSpagnolo, Giancarlo-
contributor.authorPacini, Riccardo-
date.accessioned2009-01-14T16:25:56Z-
date.available2009-01-14T16:25:56Z-
date.issued2009-01-14T16:25:56Z-
identifier.urihttp://hdl.handle.net/2108/753-
description19. cicloen
description.abstractARTICOLO 1 Il più importante mercato di strumenti finanziari denominati in euro è quello dei titoli di Stato, per via della rilevante dimensione, delle caratteristiche di rischio e della elevata liquidità. Il successo nel collocamento dei titoli di Stato passa non solo attraverso la scelta del formato d'asta, ma anche attraverso una serie di regole che possono condizionarne significativamente i risultati. L'articolo passa in rassegna le principali caratteristiche istituzionali dei meccanismi di collocamento dei titoli di Stato adottati nell'eurozona (formato d'asta, accesso, determinazione del prezzo di aggiudicazione, gestione dei rischi, trasparenza, regole di partecipazione all'asta, ecc.) utilizzando i dati raccolti sui siti web ufficiali e attraverso un questionario spedito direttamente ai gestori del debito pubblico. I risultati della rassegna sono poi confrontati con i principali risultati della letteratura economica: questa analisi evidenzia come in alcuni paesi dell'eurozona, tra cui l'Italia, le procedure di emissione debbano essere aggiornate. Tuttavia, comparando i prezzi di aggiudicazione delle aste dei titoli di Stato con il prezzo corrente sul mercato secondario, risulta che i primi sono significativamente più alti dei secondi in tutti i paesi dell'eurozona. L'analisi econometrica rivela che questo non può essere visto come un successo delle procedure di emissione utilizzate o dell'ampia discrezionalità di cui alcuni gestori del debito pubblico godono nella determinazione del prezzo d'aggiudicazione, ma piuttosto come una conseguenza della pratica di condizionare alla quantità di titoli di Stato acquistati in asta una serie di privilegi, quali ad esempio i diritti di partecipazione alle emissioni sindacate. Poiché il sovraprezzo pagato in asta può portare nel medio e lungo termine all'uscita dal mercato primario degli operatori economici più piccoli, è consigliabile abbandonare tale pratica o esplorare meccanismi d'asta alternativi che prevedono il pricing di tali privilegi simultaneamente ai titoli di Stato. ARTICOLO 2 L'articolo considera il formato d'asta a prezzo uniforme adottato dal Tesoro italiano per il collocamento dei titoli di Stato durante il triennio 1998-2000. In particolare, analizza la struttura della domanda e il comportamento strategico dei partecipanti all'asta per poi investigarne le cause sottostanti. Durante il periodo considerato, il numero dei partecipanti in asta è diminuito, mentre la domanda è rimasta stabilmente superiore all'offerta. La concentrazione sul mercato primario è risultata non trascurabile, mentre l'analisi del comportamento strategico dei partecipanti in asta ha riscontrato l'esistenza di asimmetrie informative tra questi, a seconda della loro dimensione sul mercato. L'esame dei prezzi di aggiudicazione ha mostrato la presenza di un significativo sconto rispetto ai prezzi correnti sul mercato secondario. L'analisi empirica indica nel potere di mercato la principale determinante di tale sconto, mentre non conferma la presenza del cosiddetto fenomeno della "maledizione del vincitore". Questi risultati supportano la teoria delle aste nel suggerire di abbandonare la pratica del Tesoro di vincolarsi ad un'offerta fissa di titoli in asta per eliminare lo sconto presente nei prezzi sul mercato primario. ARTICOLO 3 Una delle decisioni strategiche che una stazione appaltante affronta spesso durante il disegno di una gara di procurement riguarda la possibilità di suddividere o meno la fornitura in due o più lotti. Il numero e la dimensione dei lotti costituisce una delle determinanti principali della competizione raggiunta in gara e quindi del successo della gara stessa in termini di prezzo e qualità. La competizione è influenzata dalla suddivisione in lotti principalmente attraverso due canali strettamente legati alla struttura di mercato: il numero e il comportamento in gara dei partecipanti. L’articolo discute la relazione tra numero dei lotti, partecipazione, competizione e collusione nelle gare di procurement, proponendo due indici utili a valutare se la competizione attesa aumenta o diminuisce in risposta alla variazione del numero dei lotti. Tuttavia gli effetti che la suddivisione in lotti ha sul grado di competizione non sono limitati alla singola gara (competizione statica), ma si estendono anche alle gare successive e, in presenza di imprese multiprodotto, alle gare per forniture diverse (competizione dinamica). Da questo punto di vista, l’articolo mostra come il livello di competizione prevalente nel lungo periodo o su un dato insieme di gare è connesso in modo non ovvio al livello di competizione raggiungibile nella singola gara con una determinata suddivisione in lotti.en
description.abstractPAPER 1 In the light of the long-standing debate about the auction mechanism to be adopted by sovereign issuers, besides the auction format per se, I also study the specific rules characterizing the overall auction procedure upon which the auction outcome sometimes heavily depends on. I review the current institutional arrangements of a number of sovereign issuers (e.g. auction formats, price setting discretion, auction risks management provisions, bidders participation rules, auction transparency…), using both existing surveys and newly collected information. Then, I contrast the current practices with what is suggested by literature. My analysis makes clear that overall the way Government securities are auctioned needs to be updated: whilst none of the sovereign issuers considered adopt any of the more efficient dynamic formats developed to auction multiple homogeneous goods and already implemented in several large real-world applications, neither do some countries take up some very straightforward devices to improve the efficiency of their current auction format. Indeed, some sovereign issuers, in order to hedge against (or control for) possible manipulations during the auction procedure, have introduced different degrees of discretion in the auction stop-out price setting. However, after measuring the pricing performance of the auctions, I found that Government securities are always overpriced with respect to the secondary market. The empirical analysis shows that this cannot be viewed as a success of the issuing technique or as the result of the discretion enjoyed by some Treasuries, but rather as a consequence of the Treasuries bundling the securities auctioned with a number of commodities, such as the syndication rights. Since the overpricing may harm the long-run competitiveness of Treasury auctions by driving the smaller primary dealers out of the primary market, I suggest discontinuing the bundling or exploring alternative auction mechanisms such as the clock auctions, and in particular those which put up different items simultaneously. PAPER 2 This paper considers the standard uniform price auction format adopted by the Italian Treasury to sell its debt securities during the three-year period of 1998-2000. In particular, before measuring the pricing performance of the auction mechanism, I analyse the demand structure and bidders behaviour to then investigate the underlying driver(s). Throughout the period under analysis, the number of bidders in auction decreased, nevertheless the demand was steadily superior to the offer. The concentration on the primary market resulted not irrelevant, whereas the analysis of bidders behaviour found information to be asymmetric among bidders according to their size. The examination of auction stop-out prices showed a significant presence of underpricing with respect to current prices on the secondary market. The empirical analysis points to market power as the leading determinant of underpricing and shows no room for the traditional winner’s curse effect. This supports auction theory in suggesting to take up the underpricing inefficiency by abandoning the practice of pre-committing to a fixed supply. PAPER 3 A buyer always has the choice to procure a good or service with a single contract or divide it into several lots. The number and the size of lots directly influences competition in the auction and, consequently, savings and quality of supply. This paper focuses on the effects of dividing procurement contracts into multiple lots on competition, from a static and a dynamic point of view. Static competition, at the individual auction, is affected mainly through two channels, both related to market’s structure: the number of participants and participants’ behaviour. We discuss the relation between number of lots, participation, competition and potential collusion in an auction, and propose two simple indexes that allow to evaluate whether expected competition increases or decreases when varying the number of lots, given supply market structure. Finally, we investigate how and when the division into lots at the individual auction may affect dynamic competition, namely in future auctions for the same type of procurement and in auctions for different procurement contracts.en
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language.isoenen
subjectbundlingen
subjectmarket poweren
subjectmulti-unit auctionsen
subjectunder/overpricingen
subjectcompetitionen
subjectprocurementen
subject.classificationSECS-P/01 Economia politicaen
titleEssays in treasury and procurement auctionsen
typeDoctoral thesisen
degree.nameDottorato in economia delle istituzioni e dei mercati monetari e finanziarien
degree.levelDottoratoen
degree.disciplineFacoltà di economiaen
degree.grantorUniversità degli studi di Roma Tor Vergataen
date.dateofdefenseA.A. 2007/2008en
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