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Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2108/642

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contributor.advisorLardo, Cristiana-
contributor.authorMigliaccio, Tiziana-
date.accessioned2008-09-19T09:43:53Z-
date.available2008-09-19T09:43:53Z-
date.issued2008-09-19T09:43:53Z-
identifier.urihttp://hdl.handle.net/2108/642-
description20. cicloen
description.abstractIl presente lavoro si propone come oggetto di studio e di analisi la traduzione poetica e il difficile “compito del traduttore” ricoperto da alcuni tra i principali poeti del Novecento: Giorgio Caproni, Eugenio Montale, Vittorio Sereni e Giuseppe Ungaretti. L’attività del traduttore non avviene mai in assenza di gravità: per tradurre la prosa bisogna imbrigliare il colore della voce narrante e trascinarlo, o farsi trascinare, fino alla fine. Tradurre la poesia richiede devozione al senso e al ritmo insieme, è un rispetto, sebbene in catene, ad un guizzo divino. Se allora il buon traduttore per essere tale deve prima di tutto essere un buon lettore e di sicuro un interlocutore privilegiato, allora è la figura del poeta, che raramente è il miglior critico di se stesso, ma spesso riesce ad esserlo degli altri, che sembra nel corso degli anni essersi dimostrato per alcuni versi il più interessante sensale che la traduzione abbia avuto. Il lavoro si articola in quattro capitoli: il primo, Storia della traduzione attraverso i secoli, si pone come obiettivo quello di passare in rassegna le posizioni più importanti ed interessanti della teoria della traduzione. Nella seconda sezione Considerazioni sul rapporto fra traduzione e tradizione vengono affrontate una serie di riflessioni, non più seguendo un andamento diacronico, ma attingendo trasversalmente alle posizioni più interessanti, sull’incestuoso rapporto tra tradizione e traduzione. Il terzo capitolo contiene alcuni saggi nei quali vengono presentate delle analisi di traduzioni, condotte da alcuni dei più grandi poeti del Novecento, di testi poetici di autori quali Apollinaire, Frénaud e Yeats. Con la quarta sezione ci si sposta direttamente sul banco della traduzione, riportando la testimonianza diretta di tre figure d’eccellenza che hanno legato i loro nomi alla duplice esperienza della poesia e della traduzione, quali Franco Buffoni, Erri De Luca e Valerio Magrelli.en
description.abstractThis work is intended to study and analyse the poetic translation and the difficult “translator’s task”, covered by some among the principal poets of the 9th century: Giorgio Caproni, Eugenio Montale, Vittorio Sereni and Giuseppe Ungaretti. The translator never works in absence of gravity: to translate the prose he should control and bridle the colour of the narrating voice and to drag it, or to be dragged himself, up to the end. The translation of a poem needs devotion to both the sense and the rhythm; it should be respectful, although in chains, toward a divine flicker. If, to be a good translator, one should be first of all a good reader, and for sure a privileged interlocutor, it is then the figure of the poet, who can often succeed in being a critic of the others but rarely of himself, who has proved to be, in the course of years, the most interesting middleman, that the translation has ever had. This work is divided into four chapters: the first one: History of the Translation throughout the centuries, has as its target to inspect the most important and interesting reflections that deal with the theory of the translation. In the second section, Considerations on the relationship between translation and tradition , are considered some reflections that deal with that incestuous relationship between tradition and translation. Those meditations aren’t faced up following a diachronic order, but transversally getting from the most interesting positions. The third chapter contains essays in which are presented some analyses of translations of poetic texts by Apollinaire, Frénaud and Yeats., carried out by some of the greatest poets of the 9th century. The fourth section moves straight onto the “table of translations”, and reports the direct witness of three figures above all others who have tied their names to the double experience of the poetry and the translation such as Franco Buffoni, Erri De Luca and Valerio Magrellien
description.tableofcontentsCapitolo 1, Storia della traduzione attraverso i secoli - Da Babele alla Romanità - Dante: poesia e traduzione - L’Umanesimo in Italia e in Europa: il De interpretatione recta di Leonardo Bruni e la Bibbia di Lutero - L’Ottocento in Germania - Miseria e splendore della traduzione, Josè Ortega Y Gasset. - Capitolo 2, Considerazioni sul rapporto fra traduzione e tradizione - Sull’intraducibilità poetica. Per un’etica della traduzione - La traduzione: uno dei destini della poesia - La traduzione come rêverie. - Capitolo 3, Studi - Montale e la traduzione - Ungaretti vs Caproni su una poesia di Frenaud - Caproni e Dante - Il caso Apollinaire. - Capitolo 4, Interviste: sul banco della traduzione - Intervista a Franco Buffoni - In-contro Erri De Luca - “Fare traduzione” fra esperienza e riflessione: due lezioni magrelliane - Bibliografiaen
format.extent3435988 bytes-
format.mimetypeapplication/pdf-
language.isoiten
subjecttraduzioneen
subjectpoesiaen
subjectpoetaen
subjectNovecentoen
subjecttradizioneen
subject.classificationL-FIL-LET/10 Letteratura italianaen
titlePoeti di poeti. La traduzione: ispirazione di secondo grado nei poeti del Novecentoen
title.alternativePoets of poets. The translation: second degree of inspiration in the poets of the 9th centuryen
typeDoctoral thesisen
degree.nameDottorato in italianisticaen
degree.levelDottoratoen
degree.disciplineFacoltà di lettere e filosofiaen
degree.grantorUniversità degli studi di Roma Tor Vergataen
date.dateofdefenseA.A. 2007/2008en
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