DSpace - Tor Vergata >
Facoltà di Economia >
Tesi di dottorato in economia >

Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2108/484

Full metadata record

DC FieldValueLanguage
contributor.advisorMessori, Marcello-
contributor.authorAffinito, Massimiliano-
date.accessioned2008-05-14T11:48:56Z-
date.available2008-05-14T11:48:56Z-
date.issued2008-05-14T11:48:56Z-
identifier.urihttp://hdl.handle.net/2108/484-
description14. cicloen
description.abstractLa Tesi è composta da 6 paper. Ogni paper è indipendente, ma tutti sono collegati da un unico filo conduttore: la creazione di un unico sistema bancario dell’Unione europea (UE) e il numero e la dimensione media delle banche che lo caratterizzeranno. Molti osservatori hanno ipotizzato che il processo di integrazione europeo comporterà anche la nascita di un sistema bancario unico, come effetto dell’armonizzazione delle regole e della istituzione del mercato e della politica monetaria comuni. La Tesi analizza le caratteristiche di struttura del nascente sistema bancario dell’UE. Tale approccio ha varie giustificazioni. Innanzitutto, la struttura bancaria è rilevante perchè influenza la trasmissione della politica monetaria. In secondo luogo, le caratteristiche strutturali sono tra le principali determinanti dei margini bancari e tramite questi influenzano il benessere collettivo. In terzo luogo, l’analisi della struttura è una delle componenti che spiega gli effetti dello sviluppo finanziario sulla crescita economica. Il Paper 1 descrive alcuni fatti stilizzati. Il paper sottolinea che il numero e la dimensione media delle banche varia da paese a paese e che il numero delle banche è diminuito negli ultimi decenni in tutti i sistemi, ma con rapidità e intensità molto differenziate. Sulla base di questi fatti stilizzati, la restante parte della Tesi cerca di spiegare cosa determini il numero e la dimensione media delle banche e di quante banche avrà bisogno il sistema bancario europeo. Il Paper II effettua una rassegna della letteratura di banking che spiega l’esistenza delle banche. Anche se tale letteratura non si chiede esplicitamente quante banche dovrebbero esistere, da un suo esame emerge una conclusione suggestiva: un sistema bancario composto da una sola banca è preferibile. In particolare, la banca “unica” reca vantaggi quando il rischio è idiosincratico o se può essere diversificato in qualche modo. Inoltre, la teoria suggerisce che la molteplicità delle banche replica l’unità: infatti il settore bancario è l’unico ad essere definito “sistema”. Il Paper III analizza quella parte della letteratura economica che ha applicato alle banche i concetti sviluppati dalla teoria dell’organizzazione industriale. Il paper sottolinea che il numero di banche è sempre un elemento significativo dell’analisi economica; che il mercato da solo non genera un numero ottimale di banche e che quindi l’intervento pubblico è necessario; che la progressiva deregolamentazione degli ultimi decenni ha amplificato la rilevanza delle limitazioni endogene al numero di banche. Infine, il paper dimostra che il numero di banche è una questione puramente empirica. I Paper IV e V tentano di rintracciare empiricamente le determinanti economiche della struttura del mercato bancario, analizzando sia le determinanti “statistiche” sia quelle “dinamiche”. I due paper si concentrano su vari indicatori: numero totale di banche, numero totale di sportelli; il rapporto tra numero di banche e di sportelli, usato sia come proxy della dimensione media sia come proxy del localismo bancario; il numero di banche straniere; il numero di nuove banche entrate e uscite dal mercato. Un elemento innovativo dell’analisi consiste nell’uso di dati regionali di 147 regioni amministrative dei paesi europei. Gli esercizi empirici si basano su differenti modelli econometrici: l’OLS; il modello negativo binomiale; il log-lineare; il logit frazionale; e lo zero inflated Poisson. I risultati indicano che esiste una corrispondenza tra dimensione media delle banche e dimensione media delle imprese. La presenza di minoranze linguistiche e culturali favorisce una connotazione localistica dei sistemi bancari. Una forte regolamentazione riduce il numero di banche, mentre la presenza dell’operatore pubblico riduce la loro dimensione media. La decisioni di ingresso e di uscita dipendono, rispettivamente in modo positivo e negativo, dall’andamento dei profitti. La rischiosità dei prenditori, la selezione avversa e il vantaggio informativo delle banche incumbent impediscono i nuovi ingressi. Il Paper VI verifica il grado di integrazione del mercato bancario dell’area-euro. A tal fine, il paper sfrutta l’unico riferimento teorico esistente, la legge del prezzo unico, e il relativo benchmark, la piena convergenza una volta considerati i rendimenti e i rischi. Il paper paragona il grado di integrazione tra i paesi dell’area-euro con quello tra le regioni italiane. L’analisi empirica usa due metodi: i test di radice unitaria e i test di uguaglianza dei coefficienti paesi stimati. I risultati dimostrano che i prezzi bancari sono eterogenei, ma le differenze sono spiegate dalle caratteristiche sia dei depositanti e dei prenditori nazionali, dal lato della domanda, sia dei sistemi bancari nazionali, dal lato dell’offerta. I tassi bancari dell’area dell’euro differiscono perchè i prodotti nazionali sono diversi o perchè sono differenziati da fattori nazionali. Una volta controllato per questi fattori, molte differenze svaniscono e la legge del prezzo unico risulta valida.en
description.abstractThis Doctorate Thesis is divided in 6 papers. Every paper is autonomous by each other, even if all are linked by a common central thread: the birth of a single European Union (EU) banking system and the number and average size of banks it will need. Indeed, the European process of integration is expected to entail more homogeneous banking systems, because of the harmonization of financial regulation, the single market program and the single monetary policy. This work analyses the rising EU banking system by focusing on its structural characteristics. The interest for the banking systems’ structural elements is justified by several reasons. First, banking structure produces implications for the common monetary policy: the so called distributional effects. Second, banking structure characteristics influence bank margins and then the welfare of bank customers. Third, this analysis offers insights on the impact of financial development on growth. The Paper 1 describes some stylized facts on the EU banking market structure. The paper highlights that the number and the average size of banks differ among countries; the number of banks decreased in recent decades, even though the scale and rapidity of the reduction varied from system to system. On the basis of these facts, the Thesis wonders what determines the number and average size of banks in an economic system and hence how many banks the integrated EU will need. The Paper II reviews the main literature explaining why banks exist. Even if the financial intermediation theory does not wonder explicitly how many banks should exist, it reaches a suggestive conclusion: a banking system consisting of a “single bank” is preferable. In particular, the single bank is preferable whenever risk is idiosyncratic or at any rate can be diversified. Moreover, theory suggests that multiplicity somehow imitates unity: banking sector is the only one to be called “system”. The Paper III reviews that part of the literature applying to banks concepts developed by the theory of industrial organization. The paper highlights that the number of banks is always a significant element of the analysis; market alone does not generate an optimal number of banks and then public intervention (regulation) is necessary; the progressive deregulation of the banking industry over the past decades increased the importance of endogenous limitations to the number of banks. Finally, the paper shows that the number of banks is a pure empirical question. The Papers IV and V try to trace empirically the economic determinants of banking market structure, analysing both “static” and “dynamic” determinants. The two papers focus on different indicators: the total number of banks; the total number of branches; their ratio that is used as a proxy of both the local nature of banks and of the average bank size; the number of foreign banks; the number of new bank entries and exits. A distinctive element of the analysis is that it focuses on within-country regional data for 147 regions across Europe. Empirical exercises use five different regression models: the OLS model; the negative binomial model; the log-linear model; the fractional logit model; and the zero inflated Poisson model. Econometric results support the idea that a match exists between the average size of banks and average size of firms. The presence of cultural minorities favours a more local character of the regional banking systems. Supervision restrictiveness seems to reduce the number of banks, while the presence of public banks seems to reduce their average size. Entry and exit decisions in national credit markets depend, respectively positively and negatively, on bank profitability. Borrowers’ riskiness, adverse selection and informational advantage of inside banks play a role in deterring new entries. Finally, the Paper VI empirically verifies the degree of EU banking market integration. In order to analyse market integration, the paper exploits the only existing theoretical background - the law of one price - and the related benchmark - full convergence once returns and risks are taken into account. If the law holds, the markets are integrated. Furthermore, the paper compares the degree of integration between euro area countries with that between Italian regions. Empirical analysis is based on two approaches: unit root tests and tests of equality of estimated country coefficients. Results show that bank prices are heterogeneous across countries, but the differences can be explained largely by the different characteristics of domestic depositors and borrowers (on the “demand side”) and of national banking systems (on the “supply side”). Therefore euro area bank rates differ because national products are different or differentiated by national factors. Once these factors have been controlled for, many differences disappear and ultimately the law appears to hold.en
format.extent376065 bytes-
format.extent155765 bytes-
format.extent411852 bytes-
format.extent277671 bytes-
format.extent290127 bytes-
format.extent181363 bytes-
format.extent26021 bytes-
format.mimetypeapplication/pdf-
format.mimetypeapplication/pdf-
format.mimetypeapplication/pdf-
format.mimetypeapplication/pdf-
format.mimetypeapplication/pdf-
format.mimetypeapplication/pdf-
format.mimetypeapplication/pdf-
language.isoenen
subjectbanks : average sizeen
subjectEuropean banking integrationen
subjectasymmetric informationen
subjectinformation costsen
subjectprofit opportunitiesen
subjectbank regulationen
subjectbanks : exogenous and endogenous barriersen
subjectbanking convergenceen
subjectlaw of one priceen
subjectbanks’ interest settingen
titleHow many banks does Europe need?en
typeDoctoral thesisen
degree.nameDottorato in economia delle istituzioni e dei mercati monetari e finanziarien
degree.levelDottoratoen
degree.disciplineFacoltà di economiaen
degree.grantorUniversità degli studi di Roma Tor Vergataen
date.dateofdefenseA.A. 2007/2008en
Appears in Collections:Tesi di dottorato in economia

Files in This Item:

File Description SizeFormat
M.Affinito Paper 6_6.pdfAppendix - Paper VI The birth of a single European banking system: an empirical attempt to assess the euro area integration367KbAdobe PDFView/Open
M.Affinito Paper 5_6.pdfPaper V Entry and exit decisions in European credit markets: which are the determinants?152KbAdobe PDFView/Open
M.Affinito Paper 4_6.pdfPaper IV European banking markets structure: an empirical attempt to trace the determinants402KbAdobe PDFView/Open
M.Affinito Paper 3_6.pdfPaper III Number and average size of banks in the theory of industrial organization271KbAdobe PDFView/Open
M.Affinito Paper 2_6.pdfPaper II The single bank in the theory of financial intermediation283KbAdobe PDFView/Open
M.Affinito Paper 1_6.pdfPaper I European Union banking systems: some stylised facts on structural characteristics177KbAdobe PDFView/Open
M.Affinito Paper 0_6_Gneral Contents.pdfAcknowledgements, General Contents and General Abstract25KbAdobe PDFView/Open

Show simple item record

All items in DSpace are protected by copyright, with all rights reserved.