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Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2108/326

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contributor.advisorBruno, Domenico-
contributor.advisorSacco, Elio-
contributor.advisorLuciano, Raimondo-
contributor.authorBergamasco, Immacolata-
date.accessioned2007-04-13T09:16:23Z-
date.available2007-04-13T09:16:23Z-
date.issued2007-04-13T09:16:23Z-
identifier.urihttp://hdl.handle.net/2108/326-
description10. cicloen
description.abstractLa maggior parte dei materiali in uso nelle costruzioni dai tempi antichi ai più recenti presenta un comportamento differente se sollecitato a trazione o compressione. Muratura e calcestruzzo fanno parte di questi materiali. Essi presentano un comportamento fragile; si fessurano per bassi livelli di dilatazione e hanno un intrinseca debolezza nel resistere a trazione. Spesso le strutture di materiali così fatti necessitano dell’apporto di altri costituenti che bilancino le carenze meccaniche, creando così dei nuovi materiali con matrice armata dotati di particolari qualità resistenti. L’utilizzo del calcestruzzo armato risale al 1860 e si può dire che oggi esso è uno dei materiali più diffusi [1.1]. Per quanto riguarda la muratura, il suo impiego con armatura risale al 1825 e il suo studio sistematico fu affrontato intorno al 1920 in India e Giappone in seguito alle conseguenze dei terremoti. Essa può presentarsi in svariate forme come descritto in [1.2]. All’armatura concentrata (acciaio usualmente), vengono affidati gli sforzi di trazione che la matrice non può sopportare sia nelle sollecitazioni di flessione sia in quelle di taglio. Mentre il cemento armato come descritto è ampiamente utilizzato nelle costruzioni, l’utilizzo di muratura armata è presente solo in un numero limitato di casi, poiché comporta sezioni di acciaio di area notevole, e di conseguenza soluzioni piuttosto costose. Per la muratura è forse più interessante la tecnica ad armatura diffusa ove l’armatura è collocata nei giunti di malta nel caso di mattoni pieni, o nelle cavità dei blocchi nel caso di unità opportunamente conformate, e che consente di sfruttare al massimo le capacità resistenti dei muri [1.2]. Si utilizzano armature in percentuali ridottissime della sezione lorda di muratura, tali da non aumentare in modo sostanziale la resistenza, ma per conferirle particolari qualità quali duttilità, capacità di dissipazione di energia, limitazione della degradazione di rigidezza. Per quanto riguarda il calcestruzzo, oltre alla possibilità di armatura concentrata c’è da considerare anche quella fibrosa diffusa costituita da fibre di acciaio o di vetro. L’aggiunta di fibre in modesta quantità (fino al 2%) in volume contribuisce a migliorare la risposta del calcestruzzo dopo la fessurazione collegando le fessure, riducendone l’ampiezza e opponendo resistenza alla loro apertura.en
description.tableofcontentsCAPITOLO I. Introduzione 1.1. Problemi ricorrenti nelle costruzioni per i materiali caratterizzati da differente resistenza a trazione e compressione 1 1.2. Analisi strutturale per i materiali con differente resistenza a trazione e compressione 2 1.3. Modellazione unificata del materiale 4 1.3.1. Descrizione del comportamento dei materiali considerati 5 1.3.2. Il criterio di Rankine 9 1.4. Modellazione strutturale 10 1.4.1. Analisi limite 11 1.4.2. Applicazioni 12 1.4.3. Analisi numerica 13 1.5. Conclusioni 14 Bibliografia del I capitolo 15 CAPITOLO II. Comportamento di strutture in muratura e cemento armato, rassegna dei modelli ricorrenti in letteratura 2.1. Modellazione del calcestruzzo 17 2.1.1. Modelli strut and tie 18 2.1.2. Modelli continui 21 2.2. Modellazione della muratura 25 2.2.1. Modelli a blocchi 25 2.2.2. Modelli continui 26 Bibliografia del capitolo II 39 CAPITOLO III. Analisi limite per la valutazione della resistenza ultima 3.1. Introduzione 42 3.2. Comportamento rigido plastico 42 3.2.1. I teoremi di dell’analisi limite 46 3.2.1.1. Il teorema statico 46 3.2.1.2. Il teorema cinematico 48 3.2.2. Linee di discontinuità 49 3.2.2.1. Linee di discontinuità del campo di sforzi 50 3.3. Formulazione dello schema generale di lastra-pannello 53 3.3.1. Il criterio di rottura ed il legame costitutivo plastico 54 3.3.2. Teorema statico e teorema cinematico 55 3.4. Applicazioni a pareti 56 3.4.1. Parete soggetta a taglio 56 3.4.1.1. Moltiplicatore statico 56 3.4.1.2. Moltiplicatore cinematico 58 3.4.2. Parete soggetta a taglio con carico superiore 61 3.4.2.1. Moltiplicatore statico 62 3.4.2.2. Moltiplicatore cinematico 64 3.5. Lastra appoggiata con carico concentrato ed armatura inferiore 66 3.5.1. Moltiplicatore statico 67 3.5.2. Moltiplicatore cinematico 72 3.5.3. Confronti 75 3.5.4. Considerazioni 79 Bibliografia del capitolo III 81 CAPITOLO IV Analisi numerica 4.1. Modello 82 4.1.1. Materiale, superficie limite, legame costitutivo 82 4.1.2. Il problema strutturale 84 4.2. Procedura numerica 90 4.2.1. Il codice di calcolo utilizzato 90 4.2.2. Integrazione del modello 98 4.3. Verifica del modello numerico 103 4.3.1. Materiali 104 4.3.2. Geometria 105 4.3.3. Modello teorico 106 4.3.4. L’analisi dei risultati 107 4.4. Applicazioni a pareti 113 4.4.1. Parete soggetta a taglio 113 4.4.2. Parete soggetta a taglio e carico superiore 120 4.5. Lastra appoggiata con carico concentrato ed armatura inferiore 126 Bibliografia del capitolo IV 131 CAPITOLO V Conclusioni 5.1. Conclusioni 133en
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language.isoiten
subjectlastre compositeen
subjectcapacità portanteen
subjectanalisi limiteen
subjectanalisi strutturaleen
subject.classificationICAR 08; Scienza delle costruzionien
titleValutazione della capacità portante di lastre composite con matrice fragile rinforzataen
typeThesisen
degree.nameDottorato in Ingegneria delle struttureen
degree.levelDottoratoen
degree.disciplineFacoltà di Ingegneriaen
degree.grantorUniversità degli Studi di Roma Tor Vergataen
date.dateofdefense28 luglio 1999en
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capitolo4.pdfcapitolo 41409KbAdobe PDFView/Open
capitolo3.pdfcapitolo 3858KbAdobe PDFView/Open
capitolo2.pdfcapitolo 2495KbAdobe PDFView/Open
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