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Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2108/1196

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contributor.advisorPozzi, Raffaele-
contributor.authorAbbonizio, Isabella-
date.accessioned2010-03-01T14:40:39Z-
date.available2010-03-01T14:40:39Z-
date.issued2010-03-01T14:40:39Z-
identifier.urihttp://hdl.handle.net/2108/1196-
description21. cicloen
description.abstractL’esperienza coloniale italiana si esaurisce nell’arco di sessant’anni, tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima del Novecento (1882-1943). Dopo una prima fase sotto il governo liberale, durante l’ultimo ventennio la politica imperialista dell’Italia è guidata dal governo fascista. Attraverso i potenti mezzi di propaganda del regime il discorso coloniale, già diffuso e capillare, investe ogni ambito del sapere, compresa la musica d’arte. Solo a partire dall’ultimo ventennio del secolo scorso gli studi sul colonialismo italiano, stimolati dai cultural studies, hanno conosciuto una rinascita. Campi disciplinari tradizionalmente assenti, quali le scienze sociali e le arti, partecipano al dibattito. Tuttavia, fino ad oggi, la musicologia si è mantenuta piuttosto estranea all’argomento, limitandosi quasi esclusivamente a rilevare gli effetti delle misure sanzioniste sulla programmazione musicale, sorvolando, al di là di singoli casi isolati, sulle ripercussioni del colonialismo in ambito creativo e nell’etnomusicologia. Nel presente lavoro, le relazioni tra la musica italiana e la politica coloniale fascista vengono indagate da quattro punti di vista: l’esportazione dell’identità culturale della madrepatria nelle colonie, l’atteggiamento colonizzatore nei confronti della cultura indigena, i riflessi sugli studi etnografici e l’attività di propaganda in favore dell’Impero. Le prime due prospettive sono esaminate prendendo come esempio il caso della Libia, la cosiddetta «quarta sponda» italiana, concepita quale “vetrina” del dominio coloniale in Africa. In Libia gli italiani costruiscono le principali istituzioni artistiche coloniali; la programmazione ricalca quella dei teatri della madrepatria offrendo inoltre spettacoli di colore locale per turisti ed indigeni. L’intensificazione degli scambi con le colonie consente un ravvicinato e prolungato contatto con le popolazioni dei domini africani; gli etnografi musicali italiani trovano nelle tradizioni indigene uno stimolo allo studio e alla conoscenza di culture extraeuropee finora sconosciuto. Le scelte di politica estera del fascismo si riflettono anche in ambito creativo: numerose sono le composizioni legate alla politica imperialista italiana, molte nate in occasione di concorsi promossi dal regime nella seconda metà degli anni Trenta. In opposizione ai tentativi di destoricizzazione o alle operazioni di “depurazione” per lungo tempo perseguiti, abbiamo dimostrato come la musica partecipa di un più ampio contesto culturale dal quale non può astrarsi e che, al contrario, ne segna il percorso. Attraverso il nostro lavoro intendiamo aprire l’indagine musicologica ai cultural studies sul colonialismo italiano, offrendo in tal modo un nuovo tassello alla lettura della complessa realtà della prima metà del Novecento musicale italiano.en
description.abstractThe Italian colonial experience lasted just sixty years, spanning the years between the second half of 19th century and the first half of 20th century (1882-1943). During the final twenty years of this experience, Italian imperial politics was driven by the fascist regime. The colonial discourse, already diffuse, soon spread to all fields of knowledge through the regime’s powerful means of propaganda. Art music was also involved. Only in the final two decades of the twentieth century was Italian colonialism granted scholarly consideration, thanks to the development of cultural studies. Fields such as social science and arts, that were traditionally absent, joined the debate. Nevertheless, musicology has remained outside the discourse until now, limiting itself to the consideration of the effects of the Society of Nations’ sanctions on art music programming. The consequences in the creative fields have just been considered in few manifest cases; the impact of colonial politics on ethnomusicology have only been considered superficially until now. This thesis analyzes the relationship between Italian music and Italian fascist colonial politics from four points of view. It first looks at the exportation of the mother country’s cultural identity into the colonies; second, at the colonizer’s attitude towards African indigenous culture; third, at the influence on musical ethnography and finally, at the propaganda produced for the Empire. The first two perspectives are analyzed taking Libya as case-study. Libya was conceived as Italian dominated Africa’s “shop window”. In Libya, Italians built leading colonial theatres, whose programmes followed those in the motherland and offered performances of North African artists for both tourists and local. The increase of exchange between colonies allowed a closer and more extended contact with the indigenous of the African domains. Italian musical ethnographers received a, until now unknown and unrecognised, stimulus for study and knowledge from indigenous traditions. Fascist foreign political choices were mirrored in the creative sphere: with many scores connected with Italian imperial politics created for the occasion of the competitions promoted by the regime in the mid-Thirties. Opposing attempts to remove Italian music during fascism from its historical context, or operations of “purification” pursued for a long time, we demonstrate how music is part of a wider cultural context. We also prove that music cannot be left out of this context: on the contrary, it marks music’s way. Through our thesis we aim to open the field of musicology to cultural studies on Italian colonialism. In this way, we intend to offer a new contribution to the understanding of the complex situation of the Italian music in the first half of 20th century.en
format.extent14093330 bytes-
format.mimetypeapplication/pdf-
language.isoiten
subjectcolonialismo fascistaen
subjectcolonial/postcolonial studiesen
subjectpolitica culturale fascistaen
subjectetnografia musicale colonialeen
subjectopere musicali colonialien
subject.classificationL-ART/07 Musicologia e storia della musicaen
titleMusica e colonialismo nell’Italia fascista (1922-1943)en
title.alternativeItalian music and colonialism during the Fascist Era (1922-1943)en
typeDoctoral thesisen
degree.nameStoria, scienze e tecniche della musicaen
degree.levelDottoratoen
degree.disciplineFacoltà di lettere e filosofiaen
degree.grantorUniversità degli studi di Roma Tor Vergataen
date.dateofdefenseA.A. 2008/2009en
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