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Tesi di dottorato in lettere e filosofia >

Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2108/1080

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DC FieldValueLanguage
contributor.advisorLardo, Cristiana-
contributor.authorBisi, Susanna-
date.accessioned2009-09-02T09:11:54Z-
date.available2009-09-02T09:11:54Z-
date.issued2009-09-02T09:11:54Z-
identifier.urihttp://hdl.handle.net/2108/1080-
description20. cicloen
description.abstractLa scomparsa di Majorana (1975), il singolare pamphlet di Leonardo Sciascia sul caso del giovane e geniale fisico catanese misteriosamente scomparso nel 1938, si rivela essere un vero e proprio codice cifrato. È a partire da questa valenza, a tutt’oggi non emersa, che il testo può essere rivisitato e riproposto. L’operetta, sia al suo apparire (quando ha suscitato immediate e vivaci polemiche di ordine storico ed ideologico) che successivamente, è stata considerata esclusivamente nel suo ‘discorso di superficie’ (o ‘di copertura’) ed interpretata essenzialmente in chiave etica. Questa la lettura fino ad ora invalsa: la scelta – intenzionale ed eroica – di Ettore Majorana di scomparire dalla scena del mondo rappresenta quel paradigmatico rifiuto della scienza quando questa – come nel caso eclatante della ricerca sul nucleare – minacci distruzione e morte. Una scelta plateale, perché interpretata da uno dei più geniali e lungimiranti protagonisti della ricerca scientifica dei nostri tempi. Ruolo non secondario, nel dibattito suscitato dalla pubblicazione, ha rivestito – implicitamente – la questione relativa al genere letterario dell’opera: inchiesta, romanzo, biografia, parabola…? Più generi sono in realtà coinvolti, ma vanno tutti inquadrati entro la prospettiva di una scrittura criptata, articolata su più registri e livelli. I registri del reale, dell’immaginario e del simbolico, difatti, si alternano con fini precisi. Così come un livello sommerso, uno manifesto ed uno alluso interagiscono tra loro nella tessitura di un discorso complesso, equivoco ed ‘altro’, da decoficare. La pista ermeneutica fornita dall’autore per l’intelligenza del testo passa in primis attraverso la menzione di Alberto Savinio, le cui opere Sciascia ben conosceva ed apprezzava già negli anni ’70, quando ancora lo scrittore surrealista era pressoché ignoto in Italia. Gli spunti mutuati da Savinio risultano difatti numerosi nel libro su Majorana, così come motivi, suggestioni stilistiche, organizzazione biografica ed altri espedienti di ascendenza più o meno surrealistica. In particolare, sono etimologie, paretimologie e giochi con i significanti verbali a costituire la chiave privilegiata per la comprensione del retroscena storico, esistenziale e metafisico della vicenda del fisico dell’équipe di Fermi, così come questa è stata ricostruita, letta ed allusa da Sciascia. Dall’indagine a partire dagli elementi-spia disseminati nel testo, la trama allusiva si rivela inattesa e sorprendente: sono in questione verità molto più scottanti ed inquietanti di quelle che emergono dalla lettura univoca e ‘rassicurante’ che dell’opera è stata data fino ad oggi. Lo scenario si allargherebbe a livelli internazionali coinvolgendo i vertici del potere e collimando, in parte, con ipotesi storico-scientifiche che solo di recente sono state avanzate sul caso dello scienziato scomparso. La pista allusiva, cifrata, rivendicherebbe dunque a pieno titolo il valore, oltre che estetico, anche epistemologico del lavoro di Sciascia sul caso Majorana, proprio attraverso le peculiarità della scrittura letteraria. Una scrittura, in questo caso, altamente articolata e polivalente, attraverso la quale Sciascia ha potuto opportunamente esprimere (ed anche mistificare) gli esiti ed i motivi della propria inchiesta: certezze, ipotesi, dubbi, impressioni, reticenze, timori. Ivi compreso il timore di dire, date le ‘esplosive’ questioni cui la vicenda rinvia. È proprio la polivalenza espressiva a consentire di trascorrere con estrema disinvoltura, in un’operetta di poche pagine, attraverso numerose prospettive: storico-documentaristica, psicologica, filosofica, scientifica, giuridica, politica, romanzesca, simbolica. Con le quali il lettore, come parte attiva nell’indagine (alias, nella sfida ermeneutica al testo), è sollecitato più che mai a confrontarsi. Così come è invitato a valutare il pregio di un’esperienza estetica che fa leva soprattutto sull’interazione di più discorsi, spesso dissonanti, a volte paralleli, altre convergenti. E tutti sapientemente condotti.en
description.abstractMajorana’s disappearance (1975), the singular pamphlet by Leonardo Sciascia about the case of the young and clever physicist from Catania, mysteriously disappeared in 1938, is a real coded message. For this importance, today not fully transpired, the text can be revisited and proposed again. When the short work was published, it provoked immediately a lively, historical and ideological controversy and subsequently it has been considered only for its surface subject (or “covering” subject) and interpreted essentially through an ethical key. Today this is the well-established interpretation: Ettore Majorana’s intentional and heroic choice to disappear represents that paradigmatic refusal of science when this one – like the evident case of nuclear research – threatens destruction and death. A melodramatic choice interpreted by one of the cleverest and most far-seeing protagonist of scientific research in modern times. The issue about the literary genre of the text (is it an inquiry, or a novel, or a biography, or a parable?) has not had a secondary importance in the dispute since its publication. Actually there is more than one genre and they all must be set in a coded writing context, with many and different registers and levels. In fact reality, fantasy and symbolism take turns with a definite end in mind. As well as a hidden meaning, an open one and an allusive one take turns in the structure of a complex and ambiguous matter still to be decoded. The hermetic line, suggested by the writer in the acute text, first goes through the reference to Alberto Savinio, whose works were known and appreciated by Sciascia in 1970s, when the surrealistic writer was almost unknown in Italy. The are numerous cues from Savinio’s in the work about Majorana, as well as themes, stylistic influences, biographic structure and other devices belonging to a more or less surrealistic origin. More specifically etymology, popular etymology and puns are the main keys to understand the historical, existential and metaphysical background – just as Sciascia reconstructed and hinted – where Fermi’s group and Majorana himself lived. Catching the spy-elements in the text, the insinuating plot turns out to be unforeseen and amazing: there have been hotter and more alarming truths than those coming from an unambiguous and encouraging reading of the work up until today. The setting might extend abroad involving the highest authorities and partly fitting the recent historical-scientific conjectures about the missing scientist. So the hermetic and coded line would claim for the obvious aesthetic importance and for the epistemological significance in Sciascia’s work about Majorana through its specific literary features. Sciascia could express (and distort, too) the results and the aims of his inquiry through a highly complex and versatile writing: that is certainties, conjectures, doubts, opinions, reserve, fear. Moreover the fear of telling considering the hot truths hinted the case. In this short work the versatile writing allows us to move freely from different points of view: the historic-documentalistic one, the psychological one, the philosophical one, the scientific one, the legal one, the political one, the fictional one, the symbolic one. Consequently the reader is an active part of the enquiry (alias, in his challenge to the text) and is urged to face himself more than ever. As well as he is asked to estimate an aesthetic experience based on the interaction among different speeches, often clashing, sometimes analogue or convergent. By the way, always drawn masterlyen
format.extent701201 bytes-
format.mimetypeapplication/pdf-
language.isoiten
subjectAltroen
subjectAtomoen
subjectcriptografiaen
subjectconventoen
subjectessenzaen
subjectfissioneen
subjectfobìaen
subjectscienzaen
subjectsurrealismoen
subjectmetafisicaen
subject.classificationL-FIL-LET/11 Letteratura italiana contemporaneaen
titleSciascia e Majorana: sulle tracce dell’Altro: spunti saviniani ne La scomparsa di Majorana di Leonardo Sciasciaen
title.alternativeSciascia and Majorana: on the traces of the Other One: Savinio’s suggestions in Sciascia's 'La scomparsa di Majorana'en
typeDoctoral thesisen
degree.nameItalianisticaen
degree.levelDottoratoen
degree.disciplineFacoltà di lettere e filosofiaen
degree.grantorUniversità degli studi di Roma Tor Vergataen
date.dateofdefenseA.A. 2008/2009en
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