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Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2108/1041

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contributor.advisorCarretta, Alessandro-
contributor.authorFarina, Vincenzo-
date.accessioned2009-08-26T09:19:47Z-
date.available2009-08-26T09:19:47Z-
date.issued2009-08-26T09:19:47Z-
identifier.urihttp://hdl.handle.net/2108/1041-
description19. cicloen
description.abstractCorporate governance can be defined as an articulated system of rules, structures and processes aimed to assure the management, the control and the accountability of firms. During the last few years the improvement of governance systems has become a priority objective due to the conviction that these systems can contribute to increase performance which is firstly based on the effective functioning of boards of directors (BoDs). Main studies on the BoDs recognize the necessity to represent the interests of stakeholders, emphasizing the possibility to reduce agency costs. A complementary perspective considers the acquisition and the control of the critical resources closely related to the activation of relations with the more influential actors of the network. In this view, financial intermediaries have the greater institutional power due to their larger control of capital flows. This work’s purpose is to verify the hypothesis of a positive relationship between institutional power and performance of financial intermediaries, taking into consideration the last perspective, contributing to its enrichment, both on contents and tools of analysis levels. Regarding the contents, studies that analyze the relationships between institutional power and performance in the perspective of governance relations are still limited (Cotter, Shivdasani, Zenner 1997; Brown, Maloney 1999; Davis, Mizruchi 1999; Miwa, Ramseyer 2000; Ferris, Jagannathan, Pritchard 2003) and only few of these take into consideration the financial intermediaries. Regarding the tools of analysis, this work is distinguished for the application of social network analysis (Mitchell 1969; Wasserman, Faust 1994) for the measurement of the institutional power of the financial intermediaries (i.e. the centrality in the network of the interlocking directorates). From results emerge two evidences: i) financial intermediaries are effectively the actors with the greater institutional power in the network of the interlocking directorates referred to a sample of 255 firms listed on Borsa Italiana Spa in 2006; ii) the contribution given from the quality of the relationships to the performance is positive and significant.en
description.abstractUn sistema di governance può essere definito come un sistema coerente ed articolato di regole, di strutture e di processi, che assicura la direzione, il controllo e l’accountability delle imprese. Negli ultimi anni il miglioramento dei sistemi di governance è divenuto un obiettivo prioritario nella convinzione che essi possano contribuire ad aumentare la performance aziendale e che l’efficacia della governance dipenda in buona misura dalla qualità della struttura e dei meccanismi decisionali dei Cda. Le impostazioni prevalenti negli studi sui Cda riconoscono la necessità di contemperare le esigenze di composizione e rappresentazione degli interessi dei diversi stakeholder, enfatizzando la possibilità di ridurre i costi di agenzia. Una prospettiva complementare considera l’acquisizione ed il controllo delle risorse critiche strettamente correlati all’attivazione di relazioni con gli attori più influenti del proprio network. All’interno di questa prospettiva si afferma l’elevato potere istituzionale degli intermediari finanziari in virtù del maggiore controllo della risorsa critica rappresentata dal capitale. Il lavoro si pone l’obiettivo di verificare l’ipotesi di una relazione positiva fra potere istituzionale e performance degli intermediari finanziari e si inserisce all’interno dell’ultima prospettiva di ricerca contribuendo al suo arricchimento, sia sul piano dei contenuti sia su quello degli strumenti utilizzabili. Sul piano dei contenuti, sono ancora limitati gli studi che analizzano i legami fra potere istituzionale e performance nella prospettiva delle relazioni (Cotter, Shivdasani, Zenner 1997; Brown, Maloney 1999; Davis, Mizruchi 1999; Miwa, Ramseyer 2000; Ferris, Jagannathan, Pritchard 2003) e solo pochi fra questi prendono in considerazione gli intermediari finanziari. Sul piano degli strumenti, il lavoro si distingue per l’applicazione della social network analysis (Mitchell 1969; Wasserman, Faust 1994) per la misurazione del potere istituzionale degli intermediari finanziari, inteso come la centralità nel network degli interlocking directorates, ossia i legami tra società quando una stessa persona è membro dei rispettivi Consigli di amministrazione. A livello di risultati emergono due evidenze: i) gli intermediari finanziari sono effettivamente gli attori che detengono il maggior potere istituzionale nel network degli interlocking directorates che essi formano con le imprese del campione analizzato e costituito da 255 società quotate su Borsa Italiana Spa nel 2006; ii) il contributo dato dalla qualità delle relazioni (misurata attraverso l’indicatore della betweenness o centralità) alla performance è positivo e significativo.en
format.extent966041 bytes-
format.mimetypetext/html-
language.isoiten
subjectcorporate governanceen
subjectconsiglio di amministrazioneen
subjectinterlocking directoratesen
subjectsocial network analysisen
subject.classificationSECS-P/11 Economia degli intermediari finanziarien
titleRuoli ed efficacia del Cda degli intermediari finanziarien
typeDoctoral thesisen
degree.nameBanca e finanzaen
degree.levelDottoratoen
degree.disciplineFacoltà di economiaen
degree.grantorUniversità degli studi di Roma Tor Vergataen
date.dateofdefenseA.A. 2006/2007en
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